Spesso fuori dall’ambito medico il termine “shock” non viene compreso bene perché la stessa parola è usata per indicare uno spavento. In realtà uno shock chirurgico non ha niente a che fare con la paura. È una condizione in cui la quantità di fluido nei vasi sanguigni diventa insufficiente a riempirli oppure la gettata cardiaca non è adeguata a mantenere il sangue in movimento. In entrambi i casi la pressione cade e il rifornimento di ossigeno e di combustibile agli organi vitali, specialmente al cervello, non è più sufficiente per farli funzionare in modo normale o addirittura per farli
funzionare. L’organismo fa quello che può per compensare la situazione, escludendo le arterie per
organi meno vitali come la pelle e l’intestino, ma c’è un limite. Lo shock è un evento molto pericoloso e, se non corretto, può rivelarsi rapidamente fatale.

Cause
• Perdila di sangue, sia esterna che interna ai tessuti, per esempio in caso di fratture vertebrali. Un’emorragia grave, proveniente in genere da un’arteria, può ridurre il volume di sangue circolante fino al punto da non poter più riempire i vasi sanguigni.
•Perdita di liquidi in seguito a vomito prolungato o diarrea. Questi liquidi vengono richiamati dal sangue, che di conseguenza si riduce di volume.
•Ustioni. Grandi quantità di liquidi possono andare perdute dalla superfìcie ustionata oppure entro le vesciche.
•Infezioni. Infezioni gravi del sangue (setticemia) possono provocare dilatazione dei vasi sanguigni e travaso di liquido dal sangue nei tessuti.
•Scompenso cardiaco. Qualora il muscolo cardiaco risulti indebolito può non essere in grado di mantenere un’adeguata circolazione del sangue.

Segni e sintomi
•Cute pallida e fredda a causa della vasocostrizione.
• Polso accelerato, poiché il cuore sta tentando in questo modo di mantenere la circolazione.
•Polso debole, in quanto il cuore non è in condizione di contrarsi validamente.
•L’infortunato si sente debole e ha la sensazione di svenire a causa della ridotta irrorazione sanguigna del cervello e dei muscoli.
•Marcata sensazione di mancanza di respiro (dispnea) perché il sangue non contiene ossigeno a sufficienza.
•Sete intensa, in quanto il contenuto liquido del sangue è ridotto.
•Possibile perdita di conoscenza per il ridotto rifornimento di sangue al cervello.

Obiettivi del primo soccorso
Gli obicttivi del primo soccorso consistono nel tentare di prevenire il peggioramento dello shock e ottenere il miglior uso possibile della limitata quantità di sangue circolante.
❖ Non spostare l’infortunato se non è indispensabile.
Questo può far peggiorare lo shock.
❖ Non dare all’infortunato nulla da mangiare o da
bere.
❖ Non permettere all’infortunato di fumare.
Per come si può prevenire un peggioramento dello shock vedi la pagina seguente.

Come prevenire un peggioramento dello shock
1) Chiama un’autolettiga o chiedi a qualcun altro di chiamarla.
2) L’infortunato deve stare disteso. Tienilo con la testa in basso, in modo che l’afflusso di sangue al cervello sia favorito dalla forza di gravità. L’infortunato deve muoversi il meno possibile,
per mantenere ridotto il ritmo cardiaco.
3) Arresta ogni eventuale emorragia.
4) Tranquillizzalo.
5) Allenta gli indumenti stretti.
6) Usa un cappotto imbottito o una coperta per sollevare e reggere le gambe, in modo che il sangue tenda a restare nella parte centrale del corpo.
7) Copri l’infortunato con un cappotto o una coperta per mantenerlo caldo (c). 8) Controlla il battito cardiaco e la respirazione a intervalli frequenti – circa ogni due minuti.
❖ Non utilizzare borse dell’acqua calda o termotori per riscaldare l’infortunato.
❖ Se l’infortunato sembra prossimo a vomitare, o se la sua respirazione diventa difficoltosa o se perde conoscenza, mettilo nella posizione di sicurezza.
❖ Se smette di respirare pratica la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco.